Dal 1975

Cinquant'anni dietro lo stesso bancone.

Un locale tutto in legno curvo sotto la Gran Madre, in una delle piazze da cui Torino si guarda meglio, e una parola nata a questo bancone nel 1975.

Prima

C'era la piazza.

La chiesa della Gran Madre di Dio è finita nel 1831, e da allora il ponte porta il centro sull'altra riva del Po. Di là comincia la collina. Il bar arriva molto dopo, e si mette in un angolo che era già un pezzo di Torino.

Piazza Gran Madre di Dio vista dal ponte a inizio Novecento, con la chiesa e la collina alle spalle

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1975

Pietro Mozzone alza la saracinesca.

Piazza Gran Madre di Dio, numero tre, davanti alla chiesa e al ponte sul Po. Un locale tutto in legno curvo, con le pareti verde chiaro. Pietro Mozzone mette in funzione il bancone e comincia a fare caffè.

Il nome che sceglie non è una promessa da insegna. È l'unica cosa a cui si impegna: il buon caffè.

Anni Settanta

Nasce il chiarissimo.

Serve qualcosa che stia tra il caffè e il cappuccino. Pietro prova: espresso, latte caldo, ma più chiaro, e sopra una spolverata di cacao. Non ha un nome, quindi gliene dà uno.

Da allora al bancone si ordina così, per nome. Chi non è del quartiere se lo deve far spiegare, e quella spiegazione è diventata parte del rito.

Non lo trovi altrove perché non esiste altrove.

La sala

Sembra una carrozza ferma sotto la chiesa.

Il soffitto è di radica curva, tagliato da nervature di alluminio che corrono da una parete all'altra. Le pareti sono verde pistacchio, il pavimento è a terrazzo, il bancone gira in tondo all'estremità con la sua borchiatura di metallo.

Chi entra la prima volta dice che sembra una carrozza di treno degli anni Cinquanta. È il complimento giusto, e nel bar lo prendono come tale.

Sopra il bancone

Le cose appese al muro.

Sulla mensola alta c'è un attestato incorniciato della Confraternita del Cappuccino, accanto a una targa e a un cartello che vieta di fumare, stampato in un'altra epoca.

Sono cose che un bar tiene appese perché sono successe davvero, non per arredare. Nessuno le ha mai tolte.

Oggi

Laura e Valeriano.

Il bar è rimasto dentro la stessa storia: oggi lo portano avanti Laura Mozzone e Valeriano De Angelis. Stesso bancone, stesse tazzine di porcellana, stesso chiarissimo.

Adesso il bar riparte, con la stessa insegna e la stessa ricetta.

Dietro il bancone, in camicia bianca, con una tazzina in mano davanti alla macchina del caffè

Piazza Gran Madre di Dio 3H

La storia si beve, non si legge.

Il chiarissimo si ordina al bancone, da lunedì a sabato, dalle sei del mattino.